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9 novembre, ore 21
Tempio di Adriano
Alberto Manguel
e Bjorn Larsson

10 novembre, ore 11
Biblioteca Morante
Alberto Manguel

13 novembre, ore 21
Tempio di Adriano
Guido Crainz
e Fernando Gentilini

15 novembre, ore 17.30
Biblioteca Basaglia
Guido Crainz

20 novembre, ore 21
Auditorium dell'Ara Pacis
Alice Sebold
e Todd Hasak-Lowy

21 novembre, ore 17.30
Biblioteca Marconi
Todd Hasak-Lowy

27 novembre, ore 21
Auditorium dell'Ara Pacis
Edgar Morin
e Gianni Vattimo

Due filosofi che, oltre a costruire le proprie teorie e affrontare temi classici, hanno sempre amato interessarsi anche della società nei suoi aspetti più particolari e curiosi, rivelatori di una cultura e di un sistema


Edgar Morin e Gianni Vattimo, personaggi pubblici e, possiamo dire, politicamente e ideologicamente impegnati, si incontrano per cercare di fare il punto su quale sia il bagaglio di idee e conoscenze, di dialettica, che oggi serve per affrontare il presente e cercar di progettare un futuro possibile.

Edgar Morin: nato a Parigi nel 1921. Filosofo e sociologo, entra a vent'anni nel P.C.F., quando la Francia era ancora occupata, e ne viene escluso dieci anni dopo. Fonda, nel 1956, con altri intellettuali transfughi del P.C.F., che non hanno abbandonato l'ideale comunista, la rivista "Arguments" trattando i temi politici centrali degli anni Cinquanta e Sessanta. Il pensiero di Morin è legato principalmente al suo metodo per affrontare le sfide della complessità, nucleo centrale delle sue opere a partire da “Introduction à la pensée complexe” saggio del 1990 nel quale affronta il problema della necessità di una nuova conoscenza che superi la separazione dei saperi presente nella nostra epoca. Opera paradigmatica dello sviluppo di questo tema centrale è “Educare gli educatori. Una riforma del pensiero per la democrazia cognitiva”, (EdUP, 2002), alla quale hanno fatto seguito le diverse fasi del suo ‘Metodo’. Il suo ultimo libro ‘L’anno I dell’era ecologica’, consiste in una serie di saggi su tematiche ambientali e sulla coscienza ecologica alla luce degli attuali mutamenti climatici, sarà pubblicato per la prima volta in traduzione italiana da Armando Editore.

Gianni Vattimo: nato nel 1936 a Torino, dove ha studiato e si è laureato in Filosofia. Dal 1964 insegna all'Università di Torino, presso la quale è stato Preside, negli anni ’70 della Facoltà di Lettere e Filosofia. Negli anni Cinquanta, insieme a Furio Colombo e Umberto Eco, ha lavorato ai programmi culturali della Rai-Tv. E’ conosciuto a livello internazionale per i suoi studi su Heidegger e Nietzsche. Ha pubblicato Il pensiero debole (Feltrinelli 1983), opera che ha avuto eco anche in ambito non specialistico, nella quale propone l’interpretazione del passaggio al postmoderno come passaggio dalle unità forti alle molteplicità deboli, dal dominio alla libertà. Tra le sue opere più recenti ‘Non Essere Dio. Un'autobiografia a quattro mani scritta con Piergiorgio Paterlini, (Aliberti editore, 2006), mentre il suo pensiero politico trova un articolato sviluppo nella riflessione in ‘Ecce Comu. Come si ri-diventa ciò che si era’ (Fazi 2007), nel quale Vattimo propone, constatando il fallimento del capitalismo e della democrazia formale, un comunismo autentico, libertario, di "sovvertivismo democratico", guardando al futuro del processo di integrazione europea.

martedì 27 novembre, ore 21 - Auditorium dell'Ara Pacis
(Via di Ripetta 190)

Aspettando 27 novembre
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